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Villa Balbianello (loc. Lenno)

Villa Balbianello, adagiata fra terra e lago, è una tra le più belle e romantiche ville del Lago di Como. Affacciata sulla sponda occidentale del lago di Como, Villa Balbianello unisce il fascino romantico della storia ad una esperienza di visita inconsueta: non è la classica villa arredata in un tale stile e non è nemmeno un museo che offre reperti di una tal epoca. Villa Balbianello è un mix di arte, reperti e natura!Silvio Pellico evocò questi luoghi scrivendo “Benedetto Balbianino! Vi passerei volentieri la mia vita, tanto è romanzesco, poetico, magico questo soggiorno“.La villa venne costruita nel 1787 su un preesistente monastero francescano dal cardinale Angelo Maria Durini. Alla morte del cardinale, nel 1796 passò in eredità al nipote Luigi Porro Lambertenghi, attivo patriota antiaustriaco, che volle Silvio Pellico come precettore per i propri figli. In seguito la proprietà venne acquistata da Giuseppe Arconati Visconti, implicato nelle cospirazioni del 1821, che ospitò nel suo salotto grandi intellettuali quali Giovanni Berchet, Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni. Il figlio di Giuseppe, Gianmartino Arconati Visconti, fece apportare miglioramenti al giardino e alla loggia, ma al graduale declino del casato corrispose un graduale abbandono della villa, che per più di trent’anni fu lasciata a se stessa.
Villa Balbianello cadde in stato di abbandono finché un ufficiale statunitense, Butler Ames, la comprò e la sottopose a un attento restauro. Nel 1974 gli eredi di Ames, la vendettero all’esploratore Guido Monzino, appassionato esploratore e alpinista, che la arredò con cimeli provenienti dalle sue spedizioni. Esponente di una delle più solide famiglie della borghesia milanese, egli si dedicò a una nuova opera di ristrutturazione, che interessò non solo gli edifici ma anche lo splendido giardino, cui venne conferito l’aspetto attuale, e riarredò completamente le stanze.
Fu lo stesso Monzino a decidere di lasciare la Villa, insieme con gran parte del Dosso di Lavedo, in eredità al FAI, che la gestisce dal 1988.

Villa Balbianello, chiamata anche del Balbianello, è composta da 3 Aree: la Loggia, il corpo centrale e il Giardino.
Ogni sala della Villa conserva preziose collezioni e una storia da scoprire.
Autentica meraviglia di Villa Balbianello, la loggia del Cardinal Durini da oltre due secoli offre ai visitatori una straordinaria vista sul lago: dalla punta di Bellagio, a Nord, fino al bacino dell’isola Comacina ed oltre ,a sud. Sul pavimento è stata intarsiata una rosa dei venti, traccia dell’intervento novecentesco di Guido Monzino, a ricordo delle sue spedizioni geografiche in tutto il mondo. Attorno alle colonne della loggia, si avvolge un sempreverde Ficus repens che dona quel tocco fiabesco all’ambiente. Nella loggia, la biblioteca e il cartografo sono un viaggio nel mondo delle esplorazioni, delle spedizioni alpinistiche e polari. La stanza fu adibita a biblioteca sin dalla sua costruzione, anche se nulla rimane degli arredi originari e della ottocentesca decorazione del soffitto.L’intervento di restauro di Guido Monzino l’arredò con uno in stile inglese del XIX sec che, per conservare il cospicuo fondo librario dedicato alle spedizioni geografiche e alpinistiche, fece realizzare moderne librerie in rovere.

Il corpo centrale è formato, a sua volta, da 2 stanze principali: la Sala dei Primitivi ed il Museo delle Spedizioni.
La Sala dei Primitivi espone un’interessante selezione di pezzi di arte africana, precolombiana e cicladica. Collezionista appassionato, Monzino iniziò la propria raccolta nei primi anni Sessanta; per questa sala rinunciò all’arredo antiquariale adottato per il resto della Villa, in funzione di un moderno allestimento che garantisse funzionalità e sicurezza.
Guido Monzino era un imprenditore e un uomo di azienda, ma nel profondo era soprattutto un esploratore: in circa vent’anni partecipò a ventuno spedizioni in tutto il mondo. Era anche un collezionista appassionato, e molti degli oggetti raccolti nelle sue esplorazioni o acquistati negli anni sono ora esposti a Villa del Balbianello, rendendola una vera e propria “Villa Museo”.
Nel sottotetto della Villa, Monzino ha voluto raccogliere in un Museo delle Spedizioni foto, bandiere, oggetti legati alle numerose spedizioni che l’hanno visto protagonista dalla metà degli anni Cinquanta, tra cui la spedizione del 1971 sul Polo Nord e la conquista italiana dell’Everest del 1973.
Si tratta di una sala originale e inaspettata per il visitatore, ma che racchiude la quintessenza dell’ultimo proprietario di Villa Balbianello.
Nel Museo delle Spedizioni sono raccolti reperti provenienti da popolazioni diverse: Masai, Giapponesi, Berberi, Tibetani, Argentini, oltre a 300 pezzi donati dagli Inuit. Tra gli elementi più importanti ospitati nel Museo delle Spedizioni, spiccano indubbiamente la slitta utilizzata da Monzino al Polo Nord e l’equipaggiamento della spedizione sull’Everest, oltre alla medaglia di Grand’Ufficiale dei Cavalieri Crociati ricevuta da Monzino nel 1974 per le sue coraggiose imprese.
Nelle altre sale della Villa, invece, sono ospitate diverse raccolte, come quella – davvero insolita – di 150 dipinti settecenteschi su vetro di ambito veneto, raffiguranti prevalentemente scene galanti, agresti e pastorali. Nel salotto verde è invece esposta una raccolta di statuette cinesi di terracotta invetriata risalenti alla dinastia Tang (618 – 906) e rappresentanti alti dignitari, nobildonne e cavalieri. Nell’edificio si trovano , inoltre, arazzi fiamminghi e una vasta collezione di vedute lariane. Nella scelta degli arredi, Monzino ha prediletto mobili inglesi del XVIII e XIX secolo per gli ambienti di studio e lavoro, mentre negli appartamenti prevale l’arredo francese di epoca Luigi XV e XVI.
Inoltre la Villa conserva ancora la facciata con i due campanili dell’antica chiesa appartenente al preesistente monastero francescano. All’interno non c’è una chiesa ma un’importante area della Villa che infatti presenta una articolata planimetria sviluppata su sei piani.

Il giardino è la parte più famosa e più visitata di Villa Balbianello. Un curatissimo viale conduce, dal sagrato della piccola Chiesa fino alla sommità del promontorio.
Grandi platani potati “a candelabro” e alternati a statue, animano la scenografica salita, che si snoda tra ripidi tappeti erbosi, delimitati da siepi di bosso e di lauro.
La particolare conformazione geologica di questo terreno ostacolò nei secoli la creazione di un giardino formale “all’italiana”, così come la realizzazione di un parco romantico “all’inglese”: il Balbianello rappresenta quindi un vero e proprio unicum, il cui fascino è accentuato dalla perfetta fusione con il paesaggio lacustre che lo circonda.

Villa Balbianello risulta, senza dubbio, la dimora storica sul lago di Como più amata dal cinema italiano ed internazionale. Nelle sue sale e giardini sono state girate varie pellicole tra cui: Piccolo mondo antico di Mario Soldato (1941), La certosa di Parma di Christian-Jaque (1947), Jackpot di Mario Orfini (1992), Un mese al lago di John Irvin (1995), Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni di George Lucas (2002) e Casino Royale di Martin Campbell (2006).

La Villa Balbianello si raggiunge attraverso un passaggio pedonale attraversando il verdeggiante Dosso del Lavedo o via lago approdando al porticciolo che vi accoglierà con un poetico “fay ce que vouldras” (fà ciò che vuoi) a memoria del monito del cardinal Durini che realizzò un luogo splendido dove studiare e dissertare di lettere e arti con pochi amici.

Villa Balbianello è aperta tutti i giorni eccetto lunedì e mercoledì non festivi.
Per info:
Tel 0344 56110
E-mail: faibalbianello@fondoambiente.it

 

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