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Santuario della Beata Vergine del Soccorso

Il santuario della Beata Vergine del Soccorso si trova sulla costa occidentale del lago di Como in località Ossuccio. Giace su un dirupo a 419 metri sul livello del mare, di fronte all’isola Comacina completamente isolato, circondato da campi, piantagioni di ulivi e boschi.

L’edificio religioso, completato nel 1537, venne eretto su terreno impervio costituito da rocce di aspra e selvaggia bellezza dove già sorgeva un precedente edificio di culto dedicato alla dea Cerere. La leggenda del Santuario della Beata Vergine del Soccorso racconta che una pastorella sordomuta trovò in una grotta la statua della Vergine. In questo incontro, la poverina, ricuperò la parola. La devozione popolare portò più volte tale statua in paese, ma essa tornò sempre al suo posto; si decise, così, di erigere un Santuario. Probabilmente la statua in marmo bianco raffigurante la Vergine col Bambino Gesù, venne nascosta sul luogo in tempi di lotte e invasioni. La statua del XIV sec, è ancor oggi conservata nel santuario, nella Cappella della Madonna del 1878, è venerata come dispensatrice di grazie ed è attorniata da ex voto che testimoniano la speciale devozione esistente sul territorio. La tradizione popolare lega gli inizi della devozione alla Madonna, oltre che all’antica statua di Maria, anche a un antico dipinto raffigurante la Vergine col Bambino Gesù e S. Eufemia, patrona della parrocchia di Isola (Ossuccio), datato 1501, che si trova su un altare laterale del Santuario.
Il Santuario venne edificato in epoche diverse: il corpo centrale, ad una navata, fu completato nel 1537; seguirono decorazioni e ampliamenti fino al 1730. L’altare maggiore fu terminato nel 1740. Il pavimento in marmo del lago (marmo bianco di Musso e marmo nero di Varenna), è datato 1655. Gli affreschi risalgono ad autori ignoti. Una tela, raffigurante S. Giuseppe, (fine’800), rimasta esposta su un altare della basilica vaticana, fu, nel 1963, durante il pontificato di Giovanni XXIII, donata al Santuario, e venne collocata in un altare laterale. L’organo risalirebbe al ‘700, mentre la sacrestia contiene un monumentale armadio in noce del 1711.
L’alto campanile fu completato nel 1719, dopo 25 anni di lavoro.
Nel presbiterio è posto un raffinato altare maggiore in marmo, sormontato da un tempietto, anch’esso in marmo, che racchiude un gruppo di statue lignee raffiguranti l’Incoronazione della Vergine, opera del 1896. Il tempietto funge come ultima stazione del Rosario nel percorso che si snoda lungo la salita con le cappelle del Sacro Monte.

Lungo il grande viale delle cappelle si trovano 14 tempietti che rappresentano i Misteri del Rosario. Le quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1623 e il 1710, a pianta centrale, sono in stile barocco impreziosite da 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, capolavori degli stuccatori della Valle d’Intelvi che riprodussero fedelmente l’abbigliamento signorile e popolare degli abitanti della zona in quel tempo.

I cappella: l’Annunciazione

II cappella: la Visitazione

III cappella: la Nascita di Gesù

IV cappella: la Presentazione di Gesù al tempio

V cappella: la Disputa con i dottori del tempio

VI cappella: l’Orazione nell’orto del Getsemani

VII cappella: la Flagellazione

VIII cappella: Gesù coronato di spine

IX cappella: Gesù sale al Calvario

X cappella: la Crocifissione

XI cappella: la Resurrezione

XII cappella: l’Ascensione

XIII cappella: la Pentecoste

XIV cappella: l’Assunzione di Maria

(XV cappella) : l’Incoronazione della Vergine (sull’Altare Maggiore del Santuario).

Il percorso devozionale si snoda in un ambiente di grande valore paesaggistico. Si gode, ad ogni sosta, il panorama del lago di fronte all’Isola Comacina.

Il santuario della Beata Vergine del Soccorso nel 2003, è stato dichiarato dall’ UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

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