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Sagra di S. Giovanni 2016

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Sagra di S. Giovanni: lo spettacolare incendio dell' isola Comacina che ricorda la distruzione dell' isola da parte dei comaschi nel 1169

Sagra di S. Giovanni: lo spettacolare incendio dell’ isola Comacina che ricorda la distruzione dell’ isola da parte dei comaschi nel 1169

Se volete gustarvi lo spettacolo pirotecnico della Sagra di S. Giovanni, la nostra osteria è una delle migliori location! Posizionata proprio di fronte all’ Isola Comacina, lo spettacolo sarà indimenticabile! Ogni anno proponiamo per l’evento, un menù fisso composto, come sempre, da piatti locali ottenuti da materie prime prodotte e lavorate in zona (il menù fisso è visionabile alla pagina “News ed Eventi” del nostro sito).

STORIA DELLA NASCITA DELLA SAGRA DI S. GIOVANNI
La Sagra di San Giovanni è una delle più antiche e suggestive manifestazioni storico-folcloristiche del Lago di Como. Risale al 1600 anno in cui venne “istituita”, oltre che per richiedere “grazie” propizie al raccolto (risalente alla cultura pagana), per mantenere viva la fede e la memoria storica degli abitanti della zona.

La notte di San Giovanni dell’”annus horribilis” il 1169, l’Isola Comacina venne invasa, data alle fiamme e rasa al suolo dai comaschi alleati del Barbarossa, che vollero vendicarsi dell’alleanza che gli isolani avevano stretto con i milanesi ai danni di Como durante la lunga “guerra dei dieci anni”(1118-1127). Delle fortificazioni, che le davano un importante ruolo strategico, delle case, e della Basilica di S. Eufemia, una delle più notevoli del XI secolo, che tradizione vuole sia stata fatta erigere da S.Abbondio, vescovo e patrono di Como che vi portò il culto della Santa e vi depose gli “Abundi” (antiche reliquie della Martire) non vi restò più nulla. Per scampare al massacro gli abitanti dell’ Isola furono così costretti a lasciarla per rifugiarsi a Varenna, sull’altra sponda del lago, battezzandola Insula Nova, Nuova Isola, e portando con sé le preziose reliquie. Le fortificazioni dell’ Isola Comacina vennero abbattute in modo da non essere più riedificate, le chiese (secondo lo storico Primo Tratti l’ isola al momento della distruzione ne doveva possedere ben nove) vennero rase al suolo e Barbarossa in un decreto del 1175 vietò la ricostruzione di fortezze, chiese e case. Non bastando la distruzione totale, l’isola venne scomunicata dal vescovo di Como Vidulfo:
Non suoneranno più le campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più l’oste, pena la morte violenta”. Da allora nessuno più tornò ad abitare sull’ Isola Comacina a causa della maledizione. Como ,invece, colpevole di aver distrutto anche le chiese, subì una scomunica da Papa Alessandro III.

Per diversi anni l’isola giacque inerme e spenta di quella vitalità che l’aveva alimentata in un pullulare di costruzioni, persone e vociferare fino al 1600 in cui la memoria storica venne riaccesa.
La leggenda vuole che S. Giovanni nel 1435 nelle vesti di pellegrino comparve ad un pastore e lo invitò a scavare sull’Isola sotto un noce.
Fu così che i ruderi della vecchia basilica di San Giovanni riemersero facendo rinascere nella memoria degli isolani le loro radici tanto che ricostruirono la chiesa e da allora ogni anno, nella ricorrenza della nascita di S. Giovanni Battista (23 Giugno) ricordano i tragici eventi della distruzione dell’isola Comacina, riportando sull’isola le reliquie con una solenne processione, molto sentita dagli abitanti della Tremezzina.

Qualche secolo dopo, nel Novecento, la sera del 22 Giugno vigilia della nascita di San Giovanni Battista, le case e le acque antistanti l’isola iniziarono ad essere illuminate da piccole fiammelle che, fino agli anni ’60, erano ottenute da lumicini ad olio ricavati da gusci di lumache: i “lumaghitt” nati dalla consuetudine di mangiare polenta e lumache. Con questa illuminazione si voleva ricordare l’incendio dell’isola del 1169 che la distrusse, senza venir meno all’usanza popolana che “nulla si butta” (mangiamo le lumache e riutilizziamone i gusci!)
A partire dagli anni ’50 alla manifestazione storico-religiosa si aggiunse lo spettacolo pirotecnico, dove i fuochi artificiali partivano dall’isola e creavano un suggestivo incendio ed illuminazione multicolore delle coste.
Dagli anni 2000 lo spettacolo pirotecnico è reso ancora più affascinante con l’accompagnamento musicale.

LA SAGRA DI S. GIOVANNI
La Sagra di S. Giovanni “moderna”, si completa in 4 date:
-23 Giugno, nascita di San Giovanni Battista, gli abitanti di Tremezzina si recano nella chiesa di S. Eufemia in “Castel d’Isola” per celebrare una Santa Messa (il “vero” appuntamento per gli abitanti della zona che tiene salde le radici storiche e di fede);
-il sabato dopo il 23 Giugno, grande spettacolo pirotecnico-musicale con simbolico incendio dell’isola ;
-la domenica dopo il 23 giugno, corteo storico seguito da solenne processione all’Isola Comacina su battello con gruppi folkloristici e figuranti in costume d’epoca e celebrazione della Santa Messa tra le rovine dell’antica Basilica di S.Eufemia;(nel pomeriggio in località Ossuccio, Regata delle Lucie, imbarcazioni tipiche del lago di Como);
-il secondo sabato dopo il 23 Giugno, rievocazione alla Riva Grande, a Varenna, dello sbarco dei profughi dall’Isola Comacina e corteo storico per l’antica chiesa di S. Giovanni con spettacolo pirotecnico sul lago.

In occasione dello spettacolo pirotecnico della Sagra di S. Giovanni sull’ Isola Comacina, che richiama moltissime persone, la strada statale regina sarà chiusa dalle ore 20,00 alle ore 24,00 nel tratto Argegno-Lenno.

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