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Chiesa di S. Maria Maddalena

La chiesa di S. Maria Maddalena, del XI-XII secolo, faceva parte dell’antico ospizio “hospitalis de Stabio”, un complesso di edifici che in epoca medievale offriva ricovero a pellegrini e viandanti che percorrevano l’antica via Regina. All’oratorio ed al complesso ospitaliero è stata legata per molti secoli la nobile famiglia Giovio di Como, originaria dell’Isola Comacina.

La chiesa di S. Maria Maddalena è famosa per gli elementi architettonici tipicamente di stile Romanico Comasco (pietra locale, elementi decorativi come gli archetti pensili…),per le porzioni di affreschi all’interno di epoca antica e per il curioso campanile in stile pseudo-gotico che svetta imperioso, qualificandosi come l’elemento simbolo di Ossuccio e del Lago di Como.

L’edificio è ad un’ unica navata, termina con un’abside semicircolare ed è rischiarata da finestre a doppia strombatura che si aprono lungo le pareti longitudinali. La copertura è a capanna.

All’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena si trovano porzioni di dipinti, alcuni dei quali purtroppo molto deteriorati: si intravedono tra gli altri l’affresco del catino absidale che raffigura le costellazioni. Il meglio conservato è un affresco raffigurante alcuni membri della famiglia Giovio che si offrono alla Vergine circondata da Santi, giudicato appartenente alla scuola lombarda del XVI secolo. L’altare raffigurante Santa Maria Maddalena penitente e lo stemma della famiglia Giovio sono entrambi in scagliola, una lavorazione tipica dei maestri Intelvesi con la quale si imitava il marmo.

All’esterno, sotto la linea di gronda si ha, lungo tutto il perimetro, una fascia d’archetti pensili.

Alla facciata fu accostato un atrio coperto a crociera e un portico, dove oggi si vedono i frammenti murati provenienti dalla vicina Isola Comacina.

Il campanile romanico è molto originale nella forma. Si sviluppa con pianta quadrata ed è costruito in muratura continua di bozze di pietra di Moltrasio, come tutto l’edificio. Anticamente terminava sopra l’attuale bifora, mentre fra il XIV e il XV secolo venne sopraelevato con la costruzione di una cella campanaria in terracotta di stile ogivale, che attualmente caratterizza il profilo del campanile. Sullo sfondo L’Isola Comacina e in mezzo “La Zoca de l’Oli” chiamata così per la calma delle acque e per gli ulivi che crescono spontaneamente sulle rive del lago grazie ad un clima ottimale.

Curiosità: durante la peste del 1630 lo “hospitalis de Stabio” venne adibito a lazzaretto per poter soccorrere gli ammalati di peste.

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